Mangrovia

A mano scritti

  • Ciao

    Sono Francesca e questo è il mio spazio narrativo. In questa terra di confine tra il vissuto e la narrazione, la scrittura diventa per me un atto di radicamento e di libertà, un modo per dare forma all’impermanenza, per costruire con le parole una casa sull’acqua. La mia casa è una mangrovia. Read more

  • Io tradisco il mio negozio di detersivi. Quello vicino casa, quello dove conoscono il mio nome e tutte le diramazioni del mio albero genealogico. Sanno a chi appartengo, non ci si può assolutamente nascondere. E allora il sabato mattina io esco presto, prendo la macchina e pratico questa forma di infedeltà. Lontano, dove nessuno conosce Read more

  • Due occhi nello specchietto retrovisoremi rimbalzano addosso nelle tasche della giaccatra le chiavi e il fazzoletto a brandellitra le cose che penso e non dovrei pensare dovrei scriverle e lasciarle sul fogliole cose pensate, dicolasciarle sul cruscotto così le legge l’ausiliario della sosta Read more

  • Non ridete, è peccato

    Il freddo dell’inverno favoriva una conformazione quasi circolare. Ci fermavamo tutti lì, i bambini del cortile, messi in semicerchio davanti al fuoco. Lei leggeva le vite dei santi da libretti neri coi bordi rossi, i contorni lisi dalle ripetizioni di mani a sfogliare. Noi con i piedi vicino alla brace, a debita distanza dall’ustione. L’adozione Read more

  • Come ride la luce

    Il bagno di servizio aveva uno specchio azzurro, una piccola cupola di fronte al water. Nella parte alta e più stretta c’erano tre luci molto luminose, tanto che sembra di stare a teatro. Seduta sul water, le guardavo dal basso: piccole luci sospese su un lago specchiato. Mi facevano compagnia quando ancora non riuscivo a Read more

  • Mentre i missili attraversano i continenti,e le bombe fanno crollare i palazzi,ci siamo noi — io e te — a parlare con una libellula. Testarda,sbatte la testa contro una finestrella chiusa.Accendi la luce, mi dici,magari capisce che l’uscita è di là. In bilico sulla sediaallungo un braccio, il poster arrotolato mi fa da ramo.Lei si Read more

  • Fessarie ‘e cafè

    La dolce quietedel lago;il tepore d’unricordomi accompagnanonel durocammino.Non vado piùal corso dipsicopatologiaper incontrare te.Sorniona èla sera;aspetto io soleche ritorni. La mia dolce quieteCaterina D’Ambrosio — C’è un piccolo spazio di te dentro me.L’ho scoperto qualche mese fa, quando mi sono messa a studiare le tue parole stampate su quel libretto verde.Non le ho lette — Read more

  • Luminarie

    Ho imparato a stendere i panni dalla signora Maria,mica me l’aveva mai spiegato, veramente io non ci avevo mai parlato. Sapevo che si chiamava Maria perché una volta un tizio dalla strada aveva gridato “Mari!” e lei era uscita fuori al balcone. Allora da quel momento era stata Maria.Maria aveva una tecnica sua per i Read more

  • Mi avrebbero sgridata tua madre e tuo padre, questa volta, ma tanto sono in vacanza!Un sorriso leggero mentre portava una cesta di frutta. Pesantissima, lo capii dalle gambe inarcate, movimento di scarico. — Volete entrare, ci prendiamo il caffè.— No, no, poi ho paura dei cani. Qua dentro ce ne sono tanti. Troppi. Io lo Read more

  • C’è il sole anche oggi,e io mi risveglio dopo la stessa notte insonne —notte gemella a quella di anni fa. Notte sospesa tra due dimensioni.Notte, la tua. Il tempo è al presente: tu sei, non eri.Mi educo al tempo, aggiusto le frasi. E sei forte in quei due paia di occhi,nei movimenti della testa di Read more

  • Pensiero piccolo per R.

    Sul tavolo vuoto ho estratto una carta.L’ho girata con cura.È la Stella.Tu la vedi al rovescio. Mi guardi e mi chiedi perché io la veda al diritto.Le cose non tornano, gli sguardi si sdoppiano. Restiamo così,tu e io,a guardare i tarocchi.Il tuo sguardo capovolto vede le cose spostate. O forsela spostata sono io,che vedo diritte Read more