Evidentemente
ho la vita troppo larga
e gambe troppo magre.
Evidentemente
ho pensieri troppo stretti
per i tuoi orizzonti larghi.
Evidentemente
ho troppe parole
Tu, troppi silenzi.
Me lo dicevi sempre:
che parlo troppo,
che parlo sempre.
Le traduzioni dei non detti
non le so fare.
Sono come quell’irrigatore
nei giardinetti in piazza:
i piedi piantati a terra,
l’acqua che schizza ovunque.
Così i pensieri, i miei.
Io, che parlo sempre.
Ho dato un calcio all’irrigatore
e mi sono messa a ballare.
Mi ha vista solo il quadro del Santo,
sospeso in mezzo alla strada.
È giugno.
Montano le luminarie.
Tra poco la festa.

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