Mentre i missili attraversano i continenti,
e le bombe fanno crollare i palazzi,
ci siamo noi — io e te — a parlare con una libellula.
Testarda,
sbatte la testa contro una finestrella chiusa.
Accendi la luce, mi dici,
magari capisce che l’uscita è di là.
In bilico sulla sedia
allungo un braccio, il poster arrotolato mi fa da ramo.
Lei si ferma,
poi ci sale sopra, leggera,
nel tempo lento di una moviola.
Restiamo così — io e lei — in equilibrio.
Tu sorridi.
Mi fai una foto? ti chiedo.
Io col braccio di carta,
e lei che forse mi guarda
un attimo prima del volo
La scattiamo la foto,
ma solo con gli occhi.

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