Sul tavolo vuoto ho estratto una carta.
L’ho girata con cura.
È la Stella.
Tu la vedi al rovescio.
Mi guardi e mi chiedi perché io la veda al diritto.
Le cose non tornano, gli sguardi si sdoppiano.
Restiamo così,
tu e io,
a guardare i tarocchi.
Il tuo sguardo capovolto vede le cose spostate.
O forse
la spostata sono io,
che vedo diritte le cose
mentre tutto si muove lontano dall’asse.
La Stella è al diritto.
Lo decido io, adesso.
Andiamo a ballare.

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